domenica 9 luglio 2017

The Dark Knight Returns. La mia cover.

Nel caso a qualcuno venisse in mente di ristampare l'ennesima edizione di The Dark Knight Returns, me lo faccia sapere.
Un paio di belle idee editoriali ce le ho, e anche una copertina nuova di pacca.

sabato 8 luglio 2017

Kraftwerk Catalogue, 3D.


Anche se, sostanzialmente, si tratta di un acquisto ridondante, da fan e da adepto non potevo esimermi.
The Catalogue 3D è una riproposizione della discografia dei Kraftwerk (almeno, da Autobahn in poi) in cofanetto, riarrangiata per l'occasione col sound aggiornato alle loro più recenti esibizioni live... operazione, sappiatelo, oltre che platealmente commerciale, riuscita solo a metà.

Le nuove versioni, sebbene più interessanti di quella roba del tutto inutile che fu The Mix, sono più piatte, più plasticose, più omologate e meno personali di quelle originarie (ma dai?), e finiscono col suonare come delle cover... o come uno dei loro live ma senza l'ambienza di una sala da concerto e senza il calore di un pubblico.
Il cd più inutile finisce con l'essere proprio The Mix: in pratica, un disco di cover delle cover.

E fin qui, le brutte notizie.
Le buone sono che la confezione è molto curata, estremamente minimale ed altrettanto elegante.
Nell'edizione che ho scelto io, ci sono Autobahn, Radio-Activity, Trans Europe Express, The man Machine, Computerworld, Techno Pop, The Mix e Tour De France in CD più un booklet (alquanto misero) e niente altro, ma ve la caverete con meno di cinquanta euro... il che, per otto album, non è poi tanto male.

Purtroppo per il portafogli dei collezionisti, che non si faranno mancare nessuna delle edizioni di The Catalogue 3D, esiste anche un cofanetto con 8 vinili, uno con quattro blu-ray e un lussuoso volume fotografico, e, in ultimo, un cofanetto con un blu-ray e un DVD.
Per me, che reputo il vinile una truffa pura e semplice, il solo rammarico è che il book da 228 pagine sia incluso solo nel box set con 4 blu-ray (circa 300 euro di spesa)... probabilmente un pelo overpriced paragonato, ad esempio, al cofanetto The Joshua Tree degli U2 con 7 LP e libro di 82 pagine offerto a 135 Euro.
Fortuna che uscii dal tunnel del collezionismo anni fa, altrimenti oggi mi sarei svenato per portarmi a casa tutte le edizioni di questo – furbetto e poco necessario – box pseudo-antologico-revisionista, creato (ogni cosa porta a pensarlo) per incrementare il conto corrente di Hutter... ma per dimostrarvi che non sono poi tanto cinico (o tanto illuminato) eccovi mostrare tutto felice il mio acquisto.



sabato 1 luglio 2017

Rise, di David Karlak. Perché la fantascienza non è morta.

La fantascienza non è morta, e comunque non è solo nell'ultimo capitolo di Transformers o negli infiniti sequel dei grossi franchise cinematografici.
Da parecchio, ormai, la trovate in rete dove si è rifugiata (emblematico il caso di Neill Blomkamp, che dopo essersi visto abortire il suo Alien 5 da Scott ha preferito raccogliere consensi planetari su You Tube)... e se volete un posto dove andare a guardare a colpo sicuro o quasi, vi consiglio il canale Dust, da cui oggi vi estraggo il magnifico Rise di David Karlak, in cui potrete riconoscere il compianto Anton Yelchin (Star Trek) ma anche il Rufus Sewell di The Man in the High Castle.
Fantascienza vecchia maniera, con effetti visivi e tecniche di ripresa moderni.
Cinque minuti scarsi, che lasciano la voglia di volerne di più, molto di più.
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